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Localizzatori satellitari: come sfuggire alle trappole della connettività e ridurre i costi

15/11/2017

 

Che si tratti di localizzatori personali o veicolari, i servizi di localizzazione sono fondamentali per molte aziende, sia per ottimizzare la gestione delle risorse in movimento sia per garantirne la sicurezza.

Per chi sceglie di dotare i propri dipendenti di dispositivi di localizzazione i vantaggi sono noti: aumento della produttività, riduzione dei costi di processo, potenziamento dei servizi verso i clienti, miglioramento dell’immagine aziendale, maggiore sicurezza per il proprio personale, sia safety sia security. Non sempre lo sono i costi.

 

Prevedere i costi della localizzazione satellitare non è sempre agevole, soprattutto per le mille insidie che si celano nell’utilizzo della rete telefonica mobile, indispensabile per trasmettere i dati. Il risultato è che talvolta i costi possono lievitare senza controllo, superando di gran lunga i benefici attesi. Per evitare che i soldi spesi nei servizi di tracking diventino un pessimo investimento, ecco qualche piccolo consiglio.

 

 

1) La scelta dell'operatore e del piano tariffario

 

Fate attenzione alle frequenze di posizionamento configurate sul vostro localizzatore: due volte al giorno, una volta all’ora, ogni 5 minuti? É davvero la frequenza che vi serve? E quanti dati genera?

Il primo consiglio quindi è di scegliere solo i localizzatori più evoluti, che utilizzano algoritmi e/o accorgimenti hardware che “risparmiano” l’invio di dati, per esempio inibendo la trasmissione nel caso il localizzatore sia fermo. Si tratta di una funzionalità sempre più diffusa tra i localizzatori veicolari, mentre lo è ancora poco per quelli personali.

 

La difficoltà maggiore, soprattutto per l’utente non esperto, è stabilire una stima del flusso di dati in uscita e quindi scegliere il piano tariffario più adeguato, districandosi tra le mille proposte dei diversi operatori. La soluzione ottimale è scegliere localizzatori che già integrano un'offerta di traffico telefonico. L’ideale sarebbe un prezzo tutto compreso, con costi telefonici già inclusi e quindi noti in anticipo. Ma attenzione che sia veramente tutto incluso.

 

Se invece vi suggeriscono un piano tariffario, conviene affidarvi a brand di localizzatori seri e conosciuti, anche se, facendo un contratto con il gestore telefonico, il problema di costi non previsti ricade sempre su di voi. In ogni caso, mai scegliere da soli l’operatore: l’emorragia di costi è quasi assicurata.

 

 

2) La copertura territoriale

 

Ma come, non ci avevate pensato? La scelta del piano tariffario passa innanzi tutto dalla scelta dell’operatore, anche ragionando sull’estensione della copertura. Se va quasi tutto bene nelle aree cittadine, altrettanto non si può dire se solo ci si sposta di qualche chilometro, inoltrandosi in campagna o addirittura in montagna, magari tra i boschi. Proprio dove vi servirebbe di più, soprattutto per le applicazioni di localizzazione personale (tragitti a piedi), il localizzatore improvvisamente vi abbandona, lasciandovi soli in mezzo al nulla.

 

Il consiglio quindi è quello di verificare bene la copertura dell’operatore telefonico. La soluzione migliore è quella di ricorrere a SIM card multi-operatore, che offrono una copertura più estesa.

 

3) Roaming, Paese che vai tariffa che trovi

 

Quando l’esigenza di localizzazione riguarda i Paesi esteri, la questione si complica. Si deve necessariamente scendere a patti con le logiche e gli accordi del roaming internazionale. Che nascondono parecchie insidie. Per esempio, il tanto atteso addio al roaming europeo del giugno 2017 tuttora cela qualche tranello: è valido solo nell’Unione Europea, ma non per tutti i Paesi (Svizzera, Andorra e Principato di Monaco sono esclusi) e molte volte contempla soltanto la tariffa base, ma non le opzioni a essa abbinate. Spesso però sono proprio le opzioni tariffarie a impattare sul traffico dati, con un maggiore uso di Giga consentito sul Paese di origine, ma non all’estero.

 

Se poi ci si spinge oltre l’Unione Europea, il traffico dati e voce presenta prezzi molto differenziati a seconda dei Paesi e, in generale, più alti. Come dire, il caos e le stangate sono dietro l’angolo. Come uscirne?

Ancora una volta la soluzione è ricorrere a SIM card multi-operatore. Non bastano però due o tre operatori, in questo caso servirebbe un network mondiale molto esteso. Purtroppo però in commercio non ce ne sono.

 

 

4) E se le esigenze cambiano?

 

Se le esigenze di chi utilizza i dispositivi di localizzazione cambiano, per esempio perché si modificano gli itinerari, le attività o le zone di impiego, cosa fare? Bisogna fare un cambio del piano tariffario. O dell’operatore. Quindi sostituire le SIM card posizionate all’interno dei dispositivi. Immaginate i costi per il rientro dei localizzatori!

 

La soluzione preferibile prevede un’adeguata programmazione, ovvero la scelta da subito di un piano tariffario sufficientemente largo e flessibile, che tenga conto di possibili aggiustamenti.

 

 

In sintesi, cosa considerare?

 

L’unico modo è scegliere una soluzione “chiavi in mano”, con costi chiari, tutto compreso: un piano tariffario esteso in tutto il mondo, una SIM card internazionale valida non solo in Italia e in Europa, ma anche negli altri continenti e soprattutto multi-operatore, in modo da garantire capillarità e continuità di servizio. Una soluzione in cui, una volta acceso il dispositivo, tutto funzioni da subito e ovunque, con una possibilità di connessione e una copertura così estese che facilmente sarà in grado di sostenere le possibili variazioni della vostra attività.

 

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